La Protezione Civile è un insieme di servizi diretti a salvaguardare l'integrità fisica di individui, beni e ambienti, quando si verificano violenti ed improvvisi stravolgimenti territoriali ed ambientali.

Quanto sopra descritto viene svolto dal Dipartimento della Protezione Civile Nazionale , che dipende dal Presidente del Consiglio dei Ministri e/o , per sua delega, del Ministro per il Coordinamento della Protezione Civile ai sensi e per gli effetti della art. 21 della legge 400/88.

Il servizio di Nazionale della Protezione Civile si avvale del supporto dei Vigili del Fuoco , delle Forze Armate , delle Forze di Polizia , del Corpo Forestale dello Stato , della Guardia di Finanza , della Croce Rossa Italiana , dei Servizi tecnici Nazionali e di tutte le organizzazioni di volontariato presenti o no sul territorio.

 

Sono considerate attività di Protezione Civile quelle volte a prevedere e prevenire ogni ipotesi di rischio, soccorrere le popolazione colpite ed ogni altra azione necessaria e irrimandabile volta al superamento dell'Emergenza.

 

L'attività di Protezione Civile è indirizzata verso quattro distinte direttrici:

 

•  La PREVISIONE . Studio e conoscenza dei fenomeni e dei rischi calamitosi.

•  La PREVENZIONE . Attività volte ad evitare e ridurre al minimo i danni.

•  Il SOCCORSO . Interventi per rassicurare alle popolazioni colpite il salvataggio e la prima assistenza.

•  Il SUPERAMENTO DELL'EMERGENZA . Consiste nell'insieme di iniziative necessarie e irrimandabili volte a rimuovere gli ostacoli alla ripresa del ritorno alle normali condizioni di vita.

 

Gli organi centrali della Protezione Civile Nazionale sono:

•  la Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei Grandi Rischi;

•  il Comitato Operativo della Protezione Civile.

 

La Commissione Nazionale per la previsione e la prevenzione dei Grandi Rischi si occupa di tutte le attività di Protezione Civile volte alla previsione e alla prevenzione delle varie ipotesi di rischio.

Il Comitato Operativo di protezione civile attua la direzione unitaria delle attività di emergenza.

 

I rischi per una possibile situazione di emergenza possono dipendere da diverse situazioni derivanti dalla natura e dall'uomo.

 

Occorre innanzitutto operare una distinzione tra:

•  Disastro , danno irreparabile con perdite di vite umane e beni materiali.

 

•  Catastrofe , indica alterazioni molto distruttive, sia di ordine naturale (provocate da forze della natura), che tecnologiche (provocate da incuria umana), sia di ordine sociale (provocate da grandi incontri di massa) che da guerra.

 

•  Calamità , grave evento anomalo di origine naturale che coinvolge persone umane o intere comunità.

 

 

 

I principali rischi come calamità naturali possono essere:

•  Rischio sismico;

•  Maremoto;

•  Alluvione;

•  Rischio vulcanico;

•  Fenomeni meteorologici;

•  Valanghe.

•  Frana

 

Come calamità indotte, i principali rischi possono essere:

•  Rischio nucleare;

•  Rischio chimico;

•  Rischio da inquinamento;

•  Rischio da incendio.

 

I pubblici poteri, titolari della funzione di direzione degli interventi di soccorso, possono operare in “regime eccezionale”, avvalendosi dello strumento giuridico dell' Ordinanza .

 

L' Ordinanza è un “provvedimento di necessità ed emergenza”, per dare attuazione agli interventi di

necessità ed urgenze”, per dare attuazione agli interventi di emergenza e per evitare situazioni di pericolo o maggiori danni a persone e cose. Il potere di ordinanza compete al Presidente del Consiglio dei Ministri o, per sua delega, al Ministro per il Coordinamento della Protezione Civile, al Prefetto, al Sindaco, al Presidente della Giunta Regionale i quali, in via straordinaria, se ne servono per affrontare emergenze eccezionali.

Il Consiglio dei Ministri delibera lo Stato di emergenza , determinandone durata ed estensione territoriale in riferimento alla qualità e alla natura degli eventi. Lo stato di emergenza è una situazione di grave o gravissima crisi determinata in un'area del territorio nazionale a seguito del verificarsi di calamità naturali, catastrofi o altri eventi, che devono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari, attraverso l'emergenza di provvedimenti (ordinanze) anche in deroga all'ordinamento vigente.

 

Lo stato di calamità è una situazione che si instaura conseguentemente al verificarsi di eventi naturali calamitosi eccezionali ma non gravissimi, che provocano ingenti danni alle attività produttive dei settori dell'industria, del commercio, dell'artigianato e dell'agricoltura. La dichiarazione dello stato di calamità è regolata da una legge emanata dal Presidente del Consiglio dei Ministri.

 

Le Regioni, in base alle competenze loro affidate e conformemente all'organizzazione dell'esercizio delle funzioni amministrative a livello locale, favoriscono l'organizzazione delle Struttura Comunale di Protezione Civile. Per questo, ogni Amministrazione Comunale dovrebbe dotarsi di una propria “ Struttura Comunale di Protezione Civile ”. A tale Struttura è preposto il Sindaco o un Assessore da lui delegato. Per l'istituzione di tale struttura Comunale è comunque necessaria una deliberazione del Consiglio Comunale per formalizzarne la creazione e l'organizzazione. La Struttura deve essere permanente per pianificare gli interventi in relazione alle esigenze, per consentire al Sindaco lo svolgimento delle sue funzioni nonché tutte le attività relative alla previsione, prevenzione, soccorso e assistenza nella predisposizione del Piano Comunale di Protezione Civile. In emergenza scattano i coordinamenti speciali, insieme a:

•  la Prefettura ;

•  le Regione;

•  la Provincia ;

 

Per quanto riguarda il modello di intervento correlato il sistema di comando e controllo, si formano strutture di varia natura atte alla gestione dell'emergenza.

 

Il Sindaco assume, nel proprio territorio comunale, la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e assistenza alla popolazione colpita e si occupa anche degli interventi necessari dandone subito comunicazione al Prefetto, al Presidente della Giunta Regionale, che serviranno da supporto per il primo cittadino.

 

Al verificarsi dell'emergenza il Sindaco si avvale del

 

CENTRO OPERATIVO COMUNALE (C.O.C.).

 

Il COC è istituito per il coordinamento e la direzione dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione colpita. Il COC deve essere ubicato in un'area sicura e questa struttura si configura secondo 9 funzioni di supporto :

 

•  Tecnico Scientifico – Pianificazione

•  Sanità, Assistenza Sociale e Veterinaria

•  Volontariato

•  Materiali e mezzi

•  Servizi essenziali e attività scolastica

•  Censimento danni a persone e cose

•  Strutture operative locali

•  Telecomunicazioni

•  Assistenza alla popolazione

 

Attraverso l'attivazione di queste funzioni comunali si individuano i vari responsabili ed esperti delle funzioni in emergenza e si garantisce l'aggiornamento del piano tramite l'attività degli esperti e dei responsabili delle diverse funzioni. In questo modo si avrà la possibilità di tenere sempre efficiente il piano di emergenza e questo consente al Sindaco di avere nel COC esperti che lavorano al piano, e avere la certezza di una migliore omogeneità fra i suoi componenti e le strutture operative che altrimenti si diversificherebbero.

 

Le 9 funzioni del Centro Operativo Comunale hanno diverse peculiarità e si occupano dei vari aspetti che scaturiscono fin dal primo momento in una situazione di emergenza.

 

FUNZIONE 1 ……………………… TECNICO SCIENTIFICO – PIANIFICAZIONE :

Questa funzione è espletata da un rappresentante del servizio Tecnico del Comune, prescelto in fase di pianificazione. Egli dovrà coordinare tutti i rapporti tra le varie componenti scientifiche e tecniche.

 

FUNZIONE 2 ……………………… SANITA' E ASSISTENZA SOCIALE

Di questa funzione si occuperanno i responsabili della Sanità locale. Le Organizzazioni di volontariato che operano nel settore sanitario. Il referente sarà il rappresentante del Servizio sanitario locale.

 

FUNZIONE 3 ……………………… VOLONTARIATO

I compiti delle organizzazioni di volontariato, in emergenza, vengono individuati bei piani di protezione civile in base al tipo di rischio che bisogna affrontare. Perciò, nel COC sarà presente un coordinatore indicato nel piano di Protezione Civile. Egli dovrà organizzare esercitazioni congiunte alle altre forze nominate per la gestione dell'emergenza, per verificare le capacità organizzative e operative delle suddette.

 

 

FUNZIONE 4 ……………………… MATERIALI E MEZZI

Questa funzione è essenziale e primarie per far fronte a qualunque tipo di emergenza. Attraverso il censimento di materiali e mezzi disponibili e appartenenti ad enti locali o al volontariato, la suddetta funzione deve avere un quadro sempre aggiornato delle risorse disponibili. Per ogni risorsa si deve prevedere il tipo di trasporto e il tempo di arrivo nell'area dell'intervento. Se la richiesta di materiali e/o mezzi non può essere fronteggiata a livello locale, il Sindaco deve farne richiesta al Prefetto competente.

 

FUNZIONE 5 ……………………… SERVIZI ESSENZIALI E ATTIVITA' SCOLASTICA

Di questa funzione fanno parte tutti i servizi essenziali erogati sul territorio coinvolto. Attraverso i Compartimenti Territoriali deve essere sempre mantenuta aggiornata la situazione sull'efficienza e gli interventi sulla rete. L'utilizzo di personale addetto a ripristinare le linee e/o le utenze è diretta dal rappresentante del Comune nel COC .

 

FUNZIONE 6 ……………………… CENSIMENTO DANNI A PERSONE E COSE

Il censimento dei danni a persone e cose riveste particolare importanza per capire meglio la situazione che si è determinata in seguito all'evento calamitoso e per determinare, sulla base dei risultati, preparati e riassunti in schede di riepilogo, gli interventi di emergenza.

Il responsabile di questa funzione, al verificarsi dell'evento calamitoso, dovrà effettuare un censimento dei danni riferito a:

•  Persone;

•  Edifici pubblici;

•  Edifici privati;

•  Impianti industriali;

•  Servizi essenziali;

•  Attività produttive;

•  Opere di interesse culturale;

•  Infrastrutture pubbliche;

•  Agricoltura e zootecnica e altro.

Per il censimento, il coordinatore di questa funzione si avvarrà dei funzionari dell'Ufficio Tecnico del Comune, dei servizi provinciali della Protezione Civile Regionale, degli esperti nel settore sanitario, industriale e commerciale; è inoltre utile l'impiego di squadre di tecnici di vari enti, al fine di effettuare verifiche speditive e di stabilità da realizzazione in tempi necessariamente ristretti.

 

FUNZIONE 7 ……………………… STRUTTURE OPERATIVE LOCALI

Il responsabile di questa funzione deve coordinare le varie componenti locali preposte e a questo servizio istituzionalmente. Si dovranno regolamentare i trasporti e la circolazione, controllando il traffico nelle aree a rischio, indirizzando e regolando gli afflussi dei soccorsi.

 

FUNZIONE 8 ……………………… TELECOMUNICAZIONI

Il coordinatore di questa funzione deve, insieme al responsabile territoriale della Telecom, con il responsabile provinciale P.T. , con il rappresentante dell'organizzazione dei radioamatori presente sul territorio, organizzare una rete di telecomunicazione affidabile anche in caso di situazione molto grave.

 

FUNZIONE 9 ……………………… ASSISTENZA ALLA POPOLAZIONE

Questa funzione sarà assolta da un funzionario del Comune in possesso di conoscenza e competenza in merito al patrimonio abitativo per fronteggiare le esigenze della popolazione. Il coordinamento di questo settore dovrà altresì ricercare aree pubbliche e private da utilizzare come zone ospitanti e/o di attesa . Il responsabile dovrà fornire un quadro delle disponibilità di atteggiamento e dovrà dialogare con le autorità che si occupano specificatamente dell'emanazione degli atti necessari per la messa a disposizione degli immobili o delle aree.

 

La conoscenza del territorio, dell'ambiente, degli strumenti adatti alla gestione e l'aggiornamento costante dei dati di riferimento sono condizioni necessarie per costituire Piani in grado prevedere e governare le trasformazioni territoriali che un qualsiasi evento anomalo, più o meno grave, comporta. E' perciò indispensabile individuare linee generali di intervento supportati da validi e certo modelli di riferimento, in accordo con le soluzione maturate a livello internazionale.

Con le prospettive di sviluppo della tecnologia presente ad oggi, si può sviluppare e gestire un Piano di Protezione Civile a livello Comunale, multicomunale, provinciale e regionale con l'aiuto dei sistemi informativi computerizzati. Questi mezzi sono in grado di sviluppare e di gestire un piano. Per questo è però necessario l'impegno della Regione e delle Amministrazioni Comunali per poter rispondere in maniera positiva al momento effettivo dell'emergenza.

 

 

Frana Cavallerizzo di Cerzeto (CS)

 

 

L'evento che più ha sconvolto e modificato l'assetto del nostro paese è stata la frana che ha colpito profondamente la frazione Cavallerizzo in data 07.03.2005. La frana ha origine quando un pendio si stacca da una massa di terreno che, per volere della forza di gravità, precipita verso il basso e vi si accumula. Questa pericolosa calamità naturale può essere causata sia dalla variazione del profilo del pendio che provoca l'aumento della sua inclinazione e sia dall'aumento del peso specifico della massa inclinata per il sovraccarico artificiale, quindi dovuto a costruzione, o per aumento del contenuto in acqua di particelle del terreno.

Già in data 23.02.2005 il Sindaco f.f. di Cerzeto, il sig. Amedeo Stamile, aveva presentato la necessità di dichiarare lo stato di emergenza nel territorio del Comune di Cerzeto, considerando l'intensità e l'estensione del corpo franoso sul territorio.

La frana si è sviluppata intorno ai primi giorni del mese di marzo 2005 e ha subito un aggravamento nei giorni 5 e 6.03. Il 5 marzo i cittadini della frazione Cavallerizzo mossero una protesta seguita dalle televisioni locali. Il Sindaco f.f. Amedeo Stamile, presentò immediatamente le proprie dimissioni alla carica. Durante la giornata del 6 marzo 2005, il movimento è diventato più evidente, a causa delle precipitazioni piovose e nevose frequenti sul territorio. Per questo motivo il terreno ha cominciato a sgretolarsi, provocando un aggravamento improvviso del movimento franoso, tanto da procurare diverse spaccature su molti edifici e addirittura sulla strada principale. Per questa ragione si è provveduto allo sbarramento della strada per paura che con il passaggio dei vari mezzi di trasporto si potessero arrecare ulteriori danni alla già gravosa situazione.

La mattina del 07.03.2005, nelle prime ore del giorno, la zona Cavallerizzo è stata interessata, in seguito delle condizioni meteorologiche avverse, da un vasto movimento franoso che ha causato ingenti danni alle infrastrutture, ai beni di proprietà pubblica e privata, e per questa motivazione, alla luce della situazione di pericolo ricorrente per l'incolumità pubblica, si è dovuta necessariamente effettuare l'evacuazione immediata da tutte le strutture, anche quelle abitative, che sono state colpite dalla frana. Nella mattina dello stesso giorno, tutta la popolazione della frazione Cavallerizzo si trovava a Cerzeto, accolta dai cittadini. Nel pomeriggio, vista l'urgenza e la necessità impellente di poter trovare una sistemazione per la gente di Cavallerizzo, tutti gli uffici del Comune di Cerzeto si sono impiegati per poter assicurare un posto in cui pernottare ad ogni persona. Tutto ciò è stato possibile anche grazie all'ospitalità che i cittadini di Cerzeto e quelli dei paesi limitrofi hanno dimostrato nei confronti di questa tragica vicenda.

La Regione Calabria , concordemente all'Assessorato della Protezione Civile, proprio in data 7 marzo, illustrò le azioni e gli interventi adottati a seguito dell'emergenza ed effettuò una valutazione dell'intensità dell'evento franoso verificatosi a Cavallerizzo, evidenziando le iniziative di primo soccorso a favore della popolazione interessata da questo grave evento calamitoso. Il giorno seguente si è provveduto alla sistemazione provvisoria in case ospitanti.

Giorno 09.03.2005 a Cerzeto si istituisce il COC , Centro Operativo Comunale. Il suddetto corpo operativo viene ubicato in località Vona, in un edificio già adibito ad un servizio Comunale. Questa istituzione provvisoria ha il compito di assicurare i servizi necessari alla popolazione colpita e a prendere le decisioni più importanti con i rappresentanti della Protezione Civile Nazionale e Regionale , la Croce Rossa Italiana , le varie Associazioni di Volontariato e i rappresentanti delle varie funzioni operanti all'interno del COC.

Per mezzo di un'ordinanza Comunale emanata dal Sindaco f.f. si è deciso che il Centro Operativo Comunale fosse coordinato dal Sindaco mediante il suo delegato, il dott. Pierpaolo Pastore, che ha svolto tutte le funzioni necessarie per il coordinamento tecnico e logistico sul territorio, in sintonia con le strutture operative e gli enti che operano sul territorio comunale. All'interno del COC sono stati individuati alcuni referenti ai quali è stata assegnata la responsabilità della gestione di funzioni di supporto,quali:

Funzione 1 e 4: Tecnica e di Pianificazione, Servizi Essenziali, Materiali e Mezzi

Responsabile: Geom. Francesco SANZONE – Comune di Cerzeto;

 

Funzione 2: Sanità e Veterinaria

Responsabile: Ing. Gino RUSSO – Croce Rossa Italiana – Comitato Provinciale di CS;

 

Funzione 3: Volontariato

Responsabile: Geom. Attilio AQUINO – Servizio Regionale Protezione Civile di CS;

 

Funzione 5: Assistenza Sociale ed alla Popolazione, Attività Scolastica

Responsabile: Sig. Carmine DOLCE – Comune di Cerzeto;

 

Funzione 6: Censimento Danni a persone e cose

Responsabile: Geom. Gaetano RIZZUTO – Servizio Regionale Protezione Civile di CS;

 

Funzione 7: Strutture Operative Locali e Viabilità

Responsabile: Ing. Emilio OCCHIUZZI – Comandante Provinciale VV.F di CS;

 

Funzione Segreteria

Responsabile: Dott.ssa Rosamaria DE ROSA – Comune di Cerzeto.

 

Lo stesso giorno, in un altro edificio Comunale, si istituisce il Centro di Distribuzione Viveri e Vestiario. L'operazione di smistamento e di consegna degli articoli è stata eseguita da volontari del Comune di Cerzeto, che si sono offerti, pur senza nessun tipo di guadagno, per fare in modo che la situazione potesse migliorare, anche minimamente.

L' 08.03.2005 avviene la prima riunione del Consiglio dei Ministri sulla frana di Cavallerizzo.

La prima ordinanza ministeriale su questa problematica arriva l'11.03.2005 ed ha come oggetto principale la dichiarazione dello stato d'emergenza da parte del Governo Italiano. Nella deliberazione del Consiglio si è deciso di dichiarare lo stato di emergenza nel territorio del Comune di Cerzeto fino al 31 Gennaio 2006.

Nonostante l'interessamento generale dei cittadini di Cerzeto e di tutte le grandi personalità locali e nazionali, il vasto movimento franoso che ha interessato la frazione Cavallerizzo, con il conseguente crollo di numerosi fabbricati, ha provocato oggettive e gravi difficoltà per la popolazione interessata.

Allo scopo di assicurare alla popolazione servizi più efficienti all'interno del COC, il Sindaco f.f. emana una seconda ordinanza comunale, nella quale viene ridimensionato l'organico operante nel Centro Operativo Comunale. Esso si integra delle seguenti funzioni:

 

Funzione 1: Tecnico scientifica e pianificazione

Referente: Geom. Francesi SANZONE (Comune di Cerzeto);

Componenti:

(Comune di Cerzeto);

( Centro di competenza IRPI Calabria);

( Regione Calabria);

(Provincia di Cosenza);

(Vigili del Fuoco Comando Provinciale di Cosenza).

 

Funzione 2: Sanità e veterinaria

Referente: Ing. Gino RUSSO (Croce Rossa Italiana);

Componenti:

(Croce Rossa Italiana);

(A.S. 4);

 

Funzione 3: Volontariato

Referente: Geom. Attilio AQUINO (Regione Calabria – Protezione Civile);

Componenti:

(Regione Calabria – Protezione Civile);

(Associazioni di volontariato).

 

Funzione 4: Tecnica materiale e mezzi

Referente: Giuseppe CANDREVA (Comune di Cerzeto);

Componenti:

(Comune di Cerzeto);

(E.N.E.L.);

(TELECOM);

(SoRiCal – società risorse idriche calabresi).

 

Funzione 5: Assistenza sociale alla popolazione – Attività scolastiche

Referente: Carmine DOLCE (Comune di Cerzeto);

Componenti:

(Comune di Cerzeto);

(Ass. Vol. Agesci).

 

Funzione 6: Censimento danni a persone e cose

Referente: Geom. Gaetano RIZZUTO (Servizio Regionale Protezione Civile di CS);

Componenti:

(Servizio Regionale Protezione Civile di CS);

(Comune di Cerzeto).

 

Funzione 7: Strutture operative locali e viabilità

Referente: Ing. Emilio OCCHIUZZI (Comando Provinciale VV.F di Cosenza);

Componenti:

(Comando Provinciale VV.F di Cosenza);

(Comando Provinciale Corpo Forestale dello Stato);

(Arma dei CC – Compagnia S. Marco Argentano);

(Polizia di Stato);

(Comune di Cerzeto Polizia Municipale);

(Provincia di Cosenza).

 

 

Funzione informazione alla popolazione – mass media

Referente: Prof. Ferdinando STAMILE (Comune di Cerzeto);

Componenti:

(Comune di Cerzeto).

 

Funzione 8: Telecomunicazione

Referente: Francesco BONANNO

Componenti: (Regione Calabria).

 

Segreteria

Referente: Dott.ssa Rosa Maria DE ROSA (Comune di Cerzeto);

Componenti:

(Comune di Cerzeto).

 

Nei giorni successivi alla frana sono cominciate ad arrivare le prima visite da parte del dott. Marcello Fiori e del capo della Protezione Civile Nazionale, il dott. Guido Bertolaso.

In località campo sportivo è stato collocato il Servizio Mensa per gli sfollati ad opera di un'associazione di volontariato. I pasti venivano distribuiti nella struttura delle Scuole Medie di Cerzeto, diventato così il luogo di accomunazione e di riunione dei cittadini di Cavallerizzo. Intanto, comincia a sentirsi la necessità di recuperare almeno i beni di prima necessità dalle abitazioni di Cavallerizzo e a questo scopo si cerca l'aiuto dei Vigili del Fuoco, che formano una squadra speciale denominata SAF adibita al trasporto degli oggetti personali, così da dare presto questa opportunità importante ai cittadini di Cavallerizzo. La squadra dei SAF rimarrà continuamente in zona Cavallerizzo, stabilendosi in una tenda all'inizio del paese.

Intorno alla fine di marzo, a causa dei continui movimenti del terreno, che dal giorno della tragedia non ha mai smesso la sua discesa, inizia a porsi il problema dell'acquedotto, sito sulla montagna che sovrasta Cavallerizzo. Si è provveduto perciò al monitoraggio costante dell'acquedotto. Fortunatamente però la minaccia dello svuotamento dell'acquedotto è stata presto sventata, mentre si è disposto per un'unità psicologica con l'ASL n. 4 per il monitoraggio delle persone in cura.

Il paese è stato suddiviso dai tecnici e dagli esperti in tre zone:

•  ZONA ROSSA , la parte del paese maggiormente colpita dal movimento franoso

•  ZONA GIALLA, la parte apparentemente meno colpita dalla frana

 

Con il passare dei giorni e il continuo monitoraggio della frazione Cavallerizzo sono stati rilevati i primi movimenti nella zona sud del paese, a prima vista non colpita dalla frana, mentre la zona maggiormente colpita continuava ad evidenziare notevoli cambiamenti giornalieri di una rilevanza piuttosto importante.

Il paese fu circondato, per opera delle squadre dei SAF, da cancelli nelle due uscite, Cerzeto e Mongrassano, per evitare così problemi di intrusione di estranei nelle zone particolarmente pericolose e per evitare la trafugazione di beni dalle case dei cittadini di Cavallerizzo. L'arma dei Carabinieri provvede inoltre all'installazione di appositi cartelli indicanti l'interruzione della strada e si pensa allo spostamento di distribuzione pasti nella sede del COC per fare in modo che la scuola media riprenda le lezioni.

Agli inizi di aprile continuano a verificarsi dei piccoli movimenti franosi in zona rossa, nella quale persiste ancora lo studio e la verifica. Per quanto riguarda il recupero degli oggetti, si pensa alla creazione di una cooperativa costituita da ragazzi di Cavallerizzo, che si occuperà anche di smontaggio, montaggio e trasporto beni. Nasce inoltre la necessità di realizzare una rampa d'accesso per facilitare il recupero degli effetti personali nella zona rossa.

Intorno alla metà del mese di aprile i cittadini di Cavallerizzo che fino a quel momento avevano abitato provvisoriamente in alberghi, trovano quasi tutti una sistemazione in case in affitto a Cerzeto e nei paesi limitrofi. Inoltre gli sfollati chiedono di poter avere a disposizione un locale per adibirlo a sala riunioni. Il corpo della frana intanto continua inesorabile il suo cammino, anche a causa delle condizioni meteorologiche avverse, che fanno in modo che ci sia sempre uno stato di allerta.

I tecnici che hanno continuamente effettuato monitoraggi e ricerche arrivano alla conclusione che le faglie che si trovano a Cavallerizzo sono piuttosto estese. Le faglie possono procurare terremoti e allo stesso tempo fratturano tutti i materiali che ci sono intorno; essa si muove a scatti e ogni volta che si muove produce terremoti. La faglia di Cavallerizzo è risultata attiva e il fenomeno franoso che ha colpito questa frazione è ampio. Infatti risultano una serie di punti dove si verifica un leggero movimento e pertanto il paese risulta essere un posto che ha una stabilità precaria. Questo lo dimostra anche il fenomeno franoso del 1903 e del 1940, che interessò proprio la zona di Cavallerizzo più colpita dalla frana attuale. I tecnici hanno rilavato che, purtroppo, a Cavallerizzo non si può più abitare, perché sia al nord che a sud e al centro ci sono dei piccoli e continui movimenti. Per questo motivo gli esperti cercano di individuare un sito alternativo per la ricostruzione della “Nuova Cavallerizzo”.

Dagli studi effettuati sono state individuate due zone possibili:una è la località Vona, dove ci sono terreni che poggiano però su altri terreni scadenti sotto i quali passa la faglia. L'altra zona disponibile è Pianette, nella quale è completamente assente il problema di eventuali faglie. Si è vagliata anche la possibilità di un terzo sito, quello di Colombra. Dal punto di vista geologico questo terreno è risultato buono e senza fenomeni dovuti ad eventuali faglie presenti nel terreno. Queste tre possibilità sono state considerate in una fase preliminare di studio, seguita da approfondimenti analitici per stabilire, in concerto con l'amministrazione comunale, l'esatta ubicazione e il sito migliore dal punto di vista territoriale sul quale sorgerà il progetto della “Nuova Cavallerizzo”. La scelta sarà comunicata alla Regione, che la trasmetterà al CNR nel termine di 30 giorni.

Il Consiglio dei Ministri, in data 29 aprile 2005, invia la seconda ordinanza ministeriale, nella quale si stabiliscono provvedimenti importanti per il superamento dell'emergenza. Si ravvisa la necessità di disporre l'attuazione dei primi interventi urgenti e, a tale scopo, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile è nominato Commissario delegato per fronteggiare l'emergenza. Il Governo provvede ad effettuare l'accertamento dei danni e ad adottare tutte le iniziative urgenti che servono per rimuovere le situazioni di pericolo, inoltre si impegna ad assicurare l'assistenza alla popolazione colpita dall'evento franoso.

Il Commissario Delegato, dott. Guido Bertolaso, in accordo con il nuovo Sindaco di Cerzeto, dott. Ermenegildo Mauro Lata, individua spazi da adibire a sedi di attività di interesse pubblico, provvedendo anche all'attrezzamento. Pertanto il Sindaco viene autorizzato ad assicurare la disponibilità delle aree necessarie a tale scopo, godendo del potere di adottare anche misure di occupazione d'urgenza e provvedendo alle eventuali opere di urbanizzazione.

Il Sindaco di Cerzeto è altresì autorizzato ad assegnare ai nuclei familiari che hanno perso nella frana, completamente o in parte, la propria abitazione principale, un contributo per l'autonoma sistemazione ( CAS ) fino a un massimo di € 500,00 mensili. Questa cifra è ovviamente modificata per le famiglie in cui sono presenti condizioni particolari, quali la presenza di anziani, portatori di handicap, disabili con la percentuale di invalidità non inferiore al 67%. Il primo cittadino può inoltre reperire la disponibilità di sistemazioni alternative e provvisorie, in quanto il Contributo per l'Autonoma Sistemazione sarà valido dal momento dello sgombero forzato della propria abitazione al momento in cui non si sia provveduto ad una sistemazione stabile e non sarà fruibile da coloro i quali hanno già sopperito e fruiscono di una sistemazione alternativa stabile. Inoltre il Sindaco si è preoccupato di allestire strutture apposite destinate allo svolgimento di attività agricole. E' altresì disposto un contributo a favore di coloro che possedevano un'attività commerciale, artigianale, professionali e di altro tipo, che è stata interrotta a causa dell'evento franoso. La somma da destinare ai commercianti è correlata alla durata della sospensione dell'attività.

Giorno 11 maggio del 2005 ha luogo un incontro importante con il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, dott. Guido Bertolaso, e il Presidente della Regione Agazio Loiero. Per questa occasione sono state organizzate due riunioni, una nella sala riunioni del COC, alla quale partecipano i componenti delle varie funzioni e le autorità invitate, e l'altra presso l'Istituto della Scuola Media di Cerzeto, alla quale partecipa tutta la popolazione di Cavallerizzo.

Intorno alla metà del mese di maggio, in seguito ad una riunione dell'Ordine per la Sicurezza Pubblica , svoltasi presso la Prefettura di Cosenza, è stata presa la decisione di recintare la frazione di Cavallerizzo, per evitare ulteriori problemi che avrebbero potuto aggravare la situazione.

Nel frattempo le visite da parte delle personalità più importanti della Protezione Civile Nazionale continuano, in modo da poter provvedere alla realizzazione del primo progetto della “Nuova Cavallerizzo” e per poter comunicare con la popolazione in merito alle decisioni da prendere per il superamento dell'emergenza.

Il Commissario Delegato, d'intesa con la Regione Calabria , comincia ad adottare un piano di delocalizzazione e di conseguente ricostruzione contenente l'individuazione delle aree e la realizzazione delle opere occorrenti per la costruzione dell'abitato di Cavallerizzo. A questo scopo viene individuato il sito definitivo idoneo all'ubicazione della nuova frazione e si decide per località “Pianete”. Il passo successivo è stato quello di procedere, almeno parzialmente, all'esproprio dei terreni occorrenti per l'esecuzione dei lavori.

L'Ordinanza del Ministero riguardante questa problematica arriva a Cerzeto il 29 ottobre 2005 e da quel giorno iniziano i preparativi per la realizzazione del progetto esecutivo.

L'ultima visita del Capo della Protezione Civile Nazionale avviene il giorno della vigilia di Natale, il 24 dicembre. Durante l'incontro compiutosi nell'edificio delle Scuole Medie di Cerzeto con la popolazione di Cavallerizzo, gli esperti del campo hanno presentato la bozza del progetto finale per la ricostruzione. Dopo quella visita, il dott. Bertolaso ha salutato i cittadini della frazione, invitandoli, insieme all'Amministrazione Comunale, alla Provincia e alla Regione, all'evento che segnerà l'inizio di una nuova pagina di storia del nostro paese, la posa della prima pietra della “Nuova Cavallerizzo”, disposta per il 7 Marzo 2006.

Il Governo, intanto, decide di prorogare il termine dello stato di emergenza sul territorio del Comune di Cerzeto fino al 31 gennaio 2007.

Per tutta la durata dell'emergenza e ad oggi, il Comune di Cerzeto è stato ed è costantemente in contatto con i Consolati delle nazioni estere nelle quali vivono numerosi emigrati di Cavallerizzo.

Rimane solo l‘incognita riguardante il destino della Vecchia Cavallerizzo. Per la vecchia frazione, si pensa all'istituzione di un geo-sito, utile proprio perché il problema del dissesto idrogeologico interessa non solo il nostro paese, ma anche tutti i paesi della nostra zona. Questa proposta nasce come uno strumento di prevenzione per tutte le comunità che convivono con il terrore che si possa ripetere nuovamente la tragedia Cavallerizzo.

La speranza più grande e più aspettata è che questa triste vicenda si risolva al più presto e che ogni famiglia di Cavallerizzo possa avere una nuova casa per continuare a vivere nel modo più tranquillo e sereno possibile, pur non potendo dimenticare un evento così tragico e triste che mai nessuno avrebbe potuto aspettarsi.

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