1961 - Classe Scolastica |
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Rruga di Via Shesho 1960 Amici di Via Brego |
Il vicinato, o gjitonia, rappresenta il nucleo centrale della struttura urbana delle comunità italo-albanesi. Esso può essere considerato, per molti aspetti, anche una struttura di tipo educativo, perchè inerente ai comportamenti umani e al loro modo in cui questi si assumono e si espletano. La gjitonia, significativamente derivante dal verbo greco "genomai", è una porzione più piccola del rione, un insieme di case che presentano tutte le aperture rivolte verso uno spiazzo e che condividono una sorta di slargo circolare posto al centro delle abitazioni, su cui confluiscono i vicoli stretti che portano ad altre gjitonie. Volendola definire meglio, possiamo aggiungere che indica lo spazio compreso da tre o quattro case, abitate da famiglie che instaurano tra loro rapporti che vanno oltre la stretta vicinanza spaziale. Tale spazio è per il popolo albanese il "prolungamento della casa sulle strade". Questo spiazzo permette ai vicini di avere dei rapporti sociali durante il giorno, ma è soprattutto il regno delle donne e dei bambini, mentre gli uomini frequentavano di più le cantine e le piazze avendo così maggiore possibilità di relazionarsi con altri contesti sociali. La gjitonia rappresenta per l' arbëresh, dopo il nucleo vitale della famiglia, l'altra dimensione sociale del vivere. La comunità arbëresh viveva all'interno delle gjitonie definite come quartiere-stato per le leggi naturali che si stabilivano, quali la solidarietà ed il rispetto reciproco. Dunque, la gjitonia era un microcosmo in cui si realizzavano scambi commerciali, culturali, e si intrecciavano alleanze.
Tratto dalla Tesi di Laurea "Lo spazio esistenziale: La gjitonia a San Demetrio Corone" , di Daniela Le Piane |
1940 - Sorelle Bruno 1970 Foto di Famiglia |